Lucano.org
Italiano English
 
  Cerca in Lucano
Cerca
 
Home Abbonamenti Contatti Link Archivio Potenza:
  Anima e Sentimento  
  Appuntamenti  
  Attualità  
  Cinema & Spettacoli  
  Cronaca  
  Ctrl-Alt-Canc  
  Cultura  
  Curiosità  
  Edicola  
  Giustizia  
  Medicina & Salute  
  Meteo  
  Motori  
  Musica  
  Politica  
  Scienza  
  Sport  
  Volontariato  

  Invia articolo a qualcuno Stampa
 
Provincia Matera  
Provincia Potenza  
Regione  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA TRAGEDIA DI HAITI

 

 

Nel drammatico sisma che ha devastato la terra di Haiti mietendo migliaia di vittime, si evincono gravi condizioni di instabilità ed arretratezza pregressa che purtroppo hanno contribuito a trasformare un evento, già di per sé cruento, in una delle più acerrime ed infauste tragedie che siano avvenute nella storia mondiale degli ultimi decenni.

Per lunghi secoli il popolo haitiano è stato sfruttato e defraudato della sua colossale ricchezza naturale, continuamente mortificato dalle ingenti potenze economiche che hanno tratto unicamente profitti dalle miserie di questa comunità. Nonostante queste storiche umiliazioni, gli abitanti di Haiti stavano assaporando negli ultimi anni, grazie all'intervento assiduo e costante delle associazioni umanitarie mondiali, un graduale miglioramento delle loro condizioni di vita. In un attimo il terremoto ha “spazzato via” qualunque forma di progresso e di crescita.

Intanto il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, continua a crescere quotidianamente. Sprovvisti dei viveri essenziali (cibo e acqua) e senza dimora i superstiti, nonostante le rapide ed urgenti mobilitazioni internazionali, versano in condizioni più che precarie, davvero insostenibili e al limite della sopravvivenza. Alla periferia della capitale, nei pressi del sobborgo di Croix des Bouquets, le truppe brasiliane dell'Onu hanno iniziato i lavori di scavo per preparare un campo in grado di accogliere circa 30.000 persone.

Dopo l’iniziale isolamento che la popolazione haitiana ha vissuto durante le ore successive alla prima scossa (dovuto anche al fatto che le principali arterie infrastrutturali erano parzialmente o completamente distrutte), gli interventi umanitari continuano a proliferarsi, giorno dopo giorno, con il preciso intento di dare un po’ di sollievo ai terremotati assicurando i primari mezzi di sussistenza.

Da Emergency alla Croce Rossa, da Medici senza Frontiere a Save the Children e Unicef, l’impegno delle associazioni di volontariato, seppure attivo e costante, non è sufficiente a migliorare una situazione a dir poco malsicura, tenendo conto che le scosse di assestamento non accennano a diminuire anzi continuano a destare sgomento.

Si pensa ai soggetti più deboli e indifesi che, pur essendo sopravvissuti all'immane tragedia, si ritrovano nella difficile condizione di orfani e in balia delle peggiori organizzazioni criminali. La necessità più urgente è quella intervenire tempestivamente affinché i bambini abbandonati non siano schiavizzati, che non si trasformino in “merce di scambio” nelle mani di sfruttatori incalliti o, peggio ancora, che non diventino “oggetto di cavia” alla mercé del crudele “mercato degli organi”. Tale prospettiva inquietante, solo a dirsi, non può passare inosservata anche perché, essendo già presistente, al momento non può che peggiorare, vista la portata devastante dell'evento. Per scongiurare questo terribile rischio si sta valutando, tra le varie proposte, quella di portare assistenza “in loco” ai bambini dispersi in modo da non estirparli dal loro “habitat” originario, cercando di ricongiungerli ai loro “cari”, oppure quella di procedere tempestivamente alle consuete prassi di affido temporaneo ed eventuale adozione (qualora non si trovino i genitori “naturali”) in prospettiva di un futuro migliore.

Ferrenti Marianna Gianna

 
 

Aggiungi commento
 


Torna su  

  Aggiungi a preferiti
 
 
 
Visitatore: 24951